I 5 più comuni errori del principiante

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Correre è facile e bello. Tutti si possono avvicinare a questo meraviglioso modo di mantenersi in forma sfidando se stessi e raccogliendo, lungo il percorso, numerose soddisfazioni. Ci sono però alcuni errori in cui quasi tutti i principianti incorrono. Ecco i più comuni:

  1. Sempre la stessa routine

Cambiare percorso, distanza e tipologie di allenamento è essenziale per migliorare. Il nostro fisico, macchina (quasi) perfetta, presto o tardi si adatta a qualsiasi tipo di stress. Se quindi si percorre lo stesso circuito di 5 km tre volte a settimana alla stessa andatura, ben presto il corpo si tarerà per affrontare questa fatica con meno sforzo (e bruciando meno calorie). Diamogli del filo da torcere, diamogli stimoli nuovi!

2. Corsa ma non solo

Quando ci si innamora della corsa non si vorrebbe fare che quello. Alla lunga però, se non si lavora anche sulla forza, è facile incorrere in qualche tipo di infortunio. La miglior formula preventiva, per evitare fastidiose lesioni, è dedicare qualche seduta al cross training. Una diversa forma di cardio può essere un buon interruttore per il sistema aerobico

3. Abbigliamento da running

Capita, soprattutto a chi comincia a correre d’inverno ed è spaventato dalle temperature rigide, di vestirsi troppo. Ma succede anche in primavera di vedere runner imbottiti o coperti con improbabili kwaj che, nelle (sbagliate) intenzioni, servirebbero a fare la sauna per perdere peso…
La regola generale è di uscire vestiti come se fuori ci fossero 10-15 gradi in più. Importantissimo al buio utilizzare abiti con inserti catarifrangenti, per le scarpe da running giocarsi invece un mezzo numero in più.

4. Correre senza un obiettivo

Una gara, un traguardo temporale (ad esempio arrivare a mezzora o 1 ora di corsa continua), perdere 5 kg… Sono tutti obiettivi importanti e fondamentali a tenere viva la motivazione. In questo ci può anche aiutare annotare i miglioramenti in un diario. L’importante è uscire a correre per qualcosa. E poi premiarci per gli obiettivi raggiunti,

5. Non fare stretching

Finita la corsa sotto la doccia e via al lavoro o ai vari impegni. Nulla di più sbagliato. Ogni allenamento deve avere una porzione di tempo dedicata all’allungamento muscolare. Anzi, lo stretching (dinamico prima della corsa, statico alla fine) deve diventare una routine regolare imprescindibile. Per tutti ma principalmente per chi comincia a correre. Serve a prevenire gli infortuni e a migliorare la mobilità.

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“Giornalista, copywriter, addetto stampa e content editor è stata suo malgrado travolta dall’uragano running che le ha segnato il destino. Ha un papà runner, un marito runner, una figlia che pratica atletica nelle categorie giovanili e un figlio chiamato Marcello in tributo al grande Fiasconaro. Serve altro? Collabora alla rivista Correre, si occupa in modo professionale di analisi della corsa e del movimento e ha un lungo trascorso nell’organizzazione di eventi: dal Giro d’Italia alla Milano Marathon, dalla Mezza di Monza agli eventi running targati Gazzetta”.

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